Chi Siamo / Storia

L’AIPA, sorta a Parma nel 1995, opera nell’ambito del Centro delle Malattie dell’Emostasi che segue annualmente oltre 7000 pazienti, molti dei quali ad andamento cronico.


E’ una Sezione della FederAIPA (Federazione Nazionale delle Sezioni provinciali e/o regionali delle Associazioni Italiane Pazienti Anticoagulati) che raggruppa oltre 70 Associazioni operanti sull’intero territorio nazionale.


L’AIPA ha lo scopo di operare per l’incremento delle ricerche scientifiche sull’anticoagulazione in genere e per l’organizzazione ed il miglioramento dei servizi e dell’assistenza socio-sanitaria in favore dei pazienti anticoagulati e delle loro famiglie. Cura la divulgazione di opuscoli conoscitivi relativi all’assunzione dei farmaci anticoagulanti che hanno la proprietà di rendere inefficaci i fattori di coagulazione del sangue, diminuendo il rischio di formazione di trombi nel cuore, nelle arterie e nelle vene. La terapia richiede, da parte del paziente, la conoscenza, seppure elementare, dell’azione del farmaco e dei suoi effetti indesiderati.


I problemi legati al trattamento non sono completamente risolti; necessitano di particolari attenzioni mirate ad attuare un’informata collaborazione tra paziente, medico di base, specialista, responsabile della terapia ed il patologo clinico che esegue il test di controllo. Questa interazione viene seguita dall’AIPA che aggiorna costantemente i suoi iscritti con la diffusione di opuscoli e manuali.


Molta apprezzata, da parte degli iscritti, è l’iniziativa assunta già diversi anni dall’Associazione consistente nell’inoltro a domicilio, a mezzo fax, dei referti di controllo con l’indicazione del dosaggio giornaliero della terapia sino al successivo controllo, previa autorizzazione scritta rilasciata dal paziente si sensi della legge n.675/96 sulla prìvacy. L’Associazione inoltre sta verificando la fattibilità dell’inoltro dei predetti referti anche tramite posta elettronica.


Annualmente, con una specifica e modesta cerimonia, l’AIPA destina ad attività o ad iniziative sanitarie buona parte delle proprie risorse economiche residue.